Con due piedi si può viaggiare, e lungo il Grande Sentiero Walser, abbiamo scoperto un mondo di meraviglie, tra storia e natura. Il Walserweg ci ha portato nello spettacolare Parco Naturale Alta Valsesia (ora Ente di Gestione delle Aree Protette della Valle Sesia) e nella suggestiva Val d’Egua, dove siamo stati accolti da Marino Sesone, un appassionato guardiaparco di Carcoforo. Con lui, abbiamo esplorato la magica Val d’Egua e imparato a conoscere il popolo Walser che ha abitato questi luoghi secoli fa.

La Val d’Egua è un vero laboratorio naturalistico, dove storia e biodiversità si fondono armoniosamente” ci racconta con entusiasmo Marino Sesone. “Qui possiamo trovare aspetti legati a leggende, religione e persino episodi di resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. La ricchezza e la varietà della fauna, con cervi, caprioli e stambecchi di passaggio, rendono questo luogo un paradiso naturalistico“.

Durante il cammino Walserweg, è facile ammirare in questi luoghi gli stupendi paravalanghe naturali costruiti dalle passate generazioni. Queste maestose opere sono testimonianze del duro lavoro e dell’abilità degli antichi abitanti nel convivere con le sfide del territorio.

La Val d’Egua è in ottime condizioni ambientali, non ci sono stati interventi che hanno stravolto l’impianto originale. Gli stupendi paravalanghe ancora oggi presenti sono opera di fatiche umane delle passate generazioni,” spiega Sesone, sottolineando il prezioso contributo della famiglia Festa Rovera che ha monticato la valle per 150 anni.

Parlando della manutenzione del sentiero, Sesone sottolinea l’importanza di preservare e valorizzare i sentieri come fonte di ricchezza economica per le strutture ricettive locali. La rete sentieristica è un patrimonio prezioso, un insostituibile collegamento con la natura e una fonte di ricchezza economica per le comunità locali. “Interventi attenti e competenti sono necessari per ripristinare e mantenere questi antichi percorsi, affinché possano essere apprezzati e goduti in modo sicuro e sostenibile” conclude.

Parlando della civiltà Walser, Marino ci fa immergere nel passato. I Walser hanno lasciato tracce profonde in questi luoghi impervi” afferma con orgoglio. “La loro abilità nel convivere con le sfide del territorio è evidente nelle testimonianze architettoniche e nella gestione territoriale. La fienagione, praticata anche oggi da giovani aziende stanziali, era essenziale per sopravvivere agli inverni rigidi e isolati“.

Mentre ammiriamo i panorami mozzafiato, e ascoltiamo i racconti di Marino, siamo consapevoli ancor di più che il Grande Sentiero Walserweg è molto più di una passeggiata, è un viaggio nel tempo, un’esperienza immersiva nelle Alpi. Preservare e valorizzare questo patrimonio naturale e culturale è fondamentale per promuovere un turismo consapevole e sostenibile.

Lasciandoci guidare dalla passione di Marino e dalla bellezza della Val d’Egua, ci prepariamo a continuare il nostro cammino, consapevoli di aver toccato con mano il cuore di un territorio ricco di storia, tradizioni e tesori naturali. Il Grande Sentiero Walser ci attende, pronto a svelarci ancora di più dei suoi segreti millenari.

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