Immerso nella natura selvaggia, un itinerario per ripercorre i passi degli antichi migranti valsesiani che, in cerca di fortuna, transitavano la Via Regia per raggiungere la Francia.

Alagna Valsesia – Gressoney-Saint-Jean
 

Itinerario / Alagna – Gressoney-Saint-Jean – Il Grande Sentiero Walser ripercorre le tracce di popolazioni montanare provenienti dal Vallese e insediatasi in numerose valli Alpine del Piemonte e Valle D’Aosta a partire da XII sec. Ancora oggi sono numerose le tracce lasciate dai Walser: dalle architetture, ai costumi, dagli antichi dialetti alle capacità di adattamento alla vita di montagna.

Itinerario / Alagna – Gressoney-Saint-Jean

L’itinerario è classificato difficile per la sua lunghezza (18,9 km) e l’impegnativo dislivello in salita (1456 m). Per chi non volesse affrontare l’itinerario in un’unica tappa, si suggerisce di soggiornare il giorno precedente al Rifugio Valle Vogna di Sant’Antonio, oppure di prevedere una tappa intermedia al Rifugio Sottile sito al Colle Valdobbia (2.480 m), il punto più alto raggiunto dell’itinerario, per poi scendere verso Gressoney-Saint-Jean il giorno successivo.

L’itinerario ripercorre altri importanti itinerari di cui si trovano tracce evidenti lungo il percorso: Grande Traversata delle Alpi (GTA, la Via Alpina e il Sentiero Italia CAI, i Sentieri dell’Arte.

Il cammino trasuda l’energia delle genti che, in perfetta integrazione con la natura selvaggia che lo caratterizza, lo hanno antropizzato sin da tempo immemore. Secoli di passi scandiscono una delle primarie vie che dai porti principali del Mediterraneo arrivano in Europa. Forse non un’autostrada medievale ma di certo una via di prestigio che ha reso questo percorso multietnico. Un racconto millenario che merita di essere ascoltato e vissuto.

Partenza dal borgo di Alagna, ancora immersi nella Valsesia, caratterizzato da una forte radice Walser testimoniata nelle decorazioni architettoniche in pietra e di arte scultorea lignea, a dimostrazione della forte identità culturale impressa dal popolo Walser a questa terra. Percorrendo un tratto della ciclabile/pedonale che corre alla sinistra del fiume Sesia, immersi nel verde rilassante della natura, attraversiamo la suggestiva frazione Balma per giungere al borgo di Riva Valdobbia, frazione di Alagna, caratterizzato dalla chiesa dedicata a San Michele (XIV sec.), sulla cui facciata spiccano il grandioso affresco del Giudizio Universale e il dipinto di San Cristoforo protettore dei confini e dei viandanti.

Si imbocca quindi la Val Vogna, una piccola valle dai verdissimi boschi incuneata tra alte cime. Un ambiente naturale incontaminato punteggiato da piccole frazioni con peculiarità tipiche degli insediamenti Walser che riconosciamo nelle architetture – terrazzamenti snelli, pittoreschi con semplici linee e i tipici loggiati di larice scuro. La Val Vogna era solcata dall’antica strada che, attraversando il Colle Valdobbia, collegava Riva Valdobbia con la Francia, via percorsa per secoli da emigranti valsesiani in cerca di fortuna e lavoro. Si raggiunge Ca’ di Janzo e quindi la frazione di Sant’Antonio, dove visse l’abate Antonio Carestia (1825-1908) e la cui abitazione è stata trasformata nell’attuale Rifugio Valle Vogna (1381 m) posto tappa GTA.

Si prende il sentiero e si sale in direzione di Rabernardo (1453 m). In questa frazione, la più grande della Val Vogna, incrociamo la Casa Museo Walser, abitazione del 1640 adibita dal proprietario, il cav. Carlo Locca, a museo etnografico; il suo interno, rimasto integro e inalterato, rappresenta fedelmente tutto ciò che caratterizzava la vita delle genti Walser fino al XIX secolo.

Si risale la Val Vogna lungo l’Alta Via, attraversando l’Alpe Selletto, i villaggi di Cambiaveto e Piane e si giunge quindi all’abitato di Peccia, il primo nucleo della Val Vogna colonizzato dai Walser, in cui ci accoglie una bellissima facciata ornata di vasi dai fiori multicolori. Giunti all’oratorio di San Grato, da cogliere il dettaglio delle firme dei soldati al comando di Napoleone che attraversarono la valle e che, poco oltre, costruirono un magnifico ponte ad arco tutto in pietra.

Superato il ponte inizia la salita vera e propria, impegnativa ma agevole; si attraversa l’abitato di Montata, fino ad un magnifico lariceto, arioso e luminoso. Qui è possibile una breve deviazione per la spettacolare Alpe Larecchio, dove è anche possibile trovare ristoro presso l’agriturismo. Si continua risalendo la valle del torrente Valdobbia, tra i “fischi” delle marmotte, arrivando finalmente, con un traverso molto panoramico, al Colle Valdobbia, il confine regionale tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, dov’è situato il rifugio Ospizio Sottile (2480 m). L’edificio del 1823 conserva l’aspetto umile che lo ha contraddistinto nella storia per la sua utilità sfruttata dagli emigranti diretti in Svizzera.

Dal Colle si entra in Valle d’Aosta, attraverso l’antica via dei mercanti. Si attraversano pascoli e un’oasi di protezione ricca di flora e fauna alpina. Proseguiamo la splendida discesa panoramica tra larici secolari e radure alpine verso il fondo valle, incontriamo l’alpeggio Tschalfrétzò di sopra (2032 m) dove fare scorta d’acqua fresca grazie alla sua preziosa fonte, e riprendiamo la ripida discesa fino a raggiungere l’abitato di Gressoney– Saint-Jean, in cui merita una visita il Castel Savoia che apparteneva alla Regina Margherita.

Gressoney-Saint-Jean è il più esteso e più popolato centro della vallata, con una storia strettamente intrecciata a quella delle comunità Walser; sono infatti ancora vive la cultura, le tradizioni, l’architettura originale e la lingua.

Consiglio dell’autore

Le frazioni della Val Vogna meritano un’escursione specifica, facile e adatta a tutti, dove poter fare letteralmente un tuffo nel passato, ammirando la ricchezza di testimonianze storico-culturali che caratterizzano la valle. Se hai la fortuna di trovare un narratore puoi essere trasportato nel viaggio delle genti che l’hanno percorsa. Sentirne i racconti, i canti e le leggende. I sogni e le visioni in un viaggio che conduce oltre…
 
FOTO di Alberto Renzi
 
 
 
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